Forte della Redoute Ruinée

A monument with 400 years of history – perched at 2,400 m, the Fort de La Redoute Ruinée overlooks the Col de La Traversette, offering both a walk through history and breathtaking views.

Posizione

Il forte sorge su un crinale che domina l’intera valle dell’Alta Tarentaise e offre una vista sull’altopiano del Passo del Piccolo San Bernardo, che consente l’accesso alla Valle d’Aosta in Italia. I visitatori possono ammirare un panorama mozzafiato, valorizzato dal pannello informativo installato sulla piattaforma della stazione a monte della seggiovia del Forte, di fronte a questo ingresso.

Il maestoso Monte Bianco, che raggiunge un’altitudine di 4.810 metri, costituisce un confine naturale tra Francia e Italia, nonché tra l’Alta Savoia e la Valle d’Aosta.

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Confine provinciale

A partire dall’XI secolo, la Savoia e la Valle d’Aosta erano due province gemelle che facevano parte del vasto stato feudale della Casa Savoia. Nel 1563 la sua capitale, Chambéry, fu trasferita a Torino. Comprendente Torino, il porto di Nizza e i passi alpini, questo stato era ambito dalle grandi dinastie europee, tra cui la Francia. La prima occupazione francese, sotto Francesco I (1536–1559), proiettò la Casa Savoia nell’era moderna: il francese divenne la lingua ufficiale, anche in Valle d’Aosta.

Diverse offensive francesi (nel 1600, 1630, 1691 e 1704) portarono alla costruzione di bastioni e fortificazioni in questo settore strategico. Nel 1630 fu costruito un piccolo forte, il «Fort du Traverset», sul crinale a est del Col de la Traversette, di fronte al Mont Valaisan.

Nel 1713, in virtù del Trattato di Utrecht, al duca di Savoia fu concesso il titolo di re di Sicilia, che egli scambiò nel 1718 con la corona di Sardegna: gli Stati di Savoia divennero così gli Stati Sardi, nei quali il francese rimase la lingua ufficiale.

Nel 1760 i sardi rafforzarono le opere difensive: al Passo del Piccolo San Bernardo costruirono una caserma di fronte all’Ospizio e una piccola caserma (nota come Fort du Traverset A), collegate dal «sentiero dei cannoni» (parti di questo sentiero esistono ancora oggi). Ricostruirono inoltre il Fort du Traverset, originariamente edificato nel 1630, ribattezzandolo Traverset B.

Durante la Rivoluzione

A partire dal 1769, i diritti signorili furono aboliti in Savoia, vent’anni prima che lo fossero in Francia.

Dal 1792 al 1815: le truppe rivoluzionarie francesi entrarono a Chambéry nel 1792; la Savoia e l’Alta Savoia formarono allora un unico dipartimento francese denominato «le Mont-Blanc».

Tuttavia, le truppe sarde opposero una valorosa resistenza sui passi di confine per impedire ai francesi di entrare nella Valle d’Aosta. Ciononostante, sotto il comando del generale Badelaune, un abile attacco francese ebbe successo: il 24 aprile 1794, il Forte del Traverset fu conquistato e successivamente occupato sotto la bandiera di «forte libero».

Nel 1797, il Trattato di Campo Formio costrinse i francesi ad abbandonare il forte dopo averlo reso inabitabile. I repubblicani, circa 4.000, occuparono i villaggi di Montvalezan per quattro anni. Gli abitanti furono profondamente colpiti dai divieti di culto religioso e dai lavori obbligatori legati al rifornimento di provviste in alta quota (coperte, legna, cibo per gli uomini, paglia e foraggio per i muli).

La costruzione del Ridotto in rovina

La Savoia, che fino al 1815 aveva fatto parte del Primo Impero francese, tornò successivamente sotto il dominio sardo. Nel 1860, la Savoia, l’Alta Savoia e Nizza furono annesse alla Francia e divennero dipartimenti. La Valle d’Aosta entrò a far parte del Regno d’Italia, il cui primo re fu Vittorio Emanuele II, membro della Casa Savoia.

Al Passo del Piccolo San Bernardo, il confine – un tempo confine provinciale – divenne un confine nazionale: la minaccia proveniva ora da un attacco italiano che scendeva dalle montagne, piuttosto che da un’offensiva francese che avanzava dalla valle. In seguito alla sconfitta della Francia ad opera dei prussiani nel 1870 e all’adesione dell’Italia alla Triplice Alleanza, furono messe in atto nuove strategie difensive.

Su iniziativa del generale francese Séré de Rivières, furono costruite diverse strutture fortificate nell’Alta Tarentaise, una regione confinante con l’Italia. Disposte a terrazze lungo il versante sopra Bourg-Saint-Maurice, le fortezze di Vulmix, Truc e La Platte erano coronate da un nuovo forte di frontiera. Costruito a 2.400 metri di altitudine sulle rovine sarde di Traverset A, fu chiamato «Redoute Ruinée». Completato nel 1892, fu visitato nel 1897 dal presidente della Repubblica francese, Félix Faure.

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Testo e foto:

Gisèle Gaide e Roger Gaide, coautori del libro «La Rosière, sciatori, costruttori e soldati», e Laurent Demouzon, autore del libro «La Redoute Ruinée».

Queste opere sono disponibili al Colle del Piccolo San Bernardo (bar Lancebranlette, reception dell’Hospice) e a La Rosière (Ufficio del Turismo, Carrefour Montagne e Tyrol).

1945 – La liberazione delle Alpi: il Roc Noir in video

Video di Youtube : 1945 - La libération des Alpes : Le Roc Noir

Nel 1945, i cacciatori alpini del 13° BCA combatterono battaglie accanite al Roc Noir. 80 anni dopo, sono tornati in questi luoghi ricchi di storia per rievocare quegli scontri. Tra immagini d’archivio e ricostruzioni moderne, questo documentario inedito ripercorre quei combattimenti decisivi per il Battaglione di Savoia. Al fianco del regista e storico Serge Tignères, il 13° BCA vi invita a riscoprire una pagina poco conosciuta, ma essenziale, della nostra memoria militare.

FAQ

Nel XX secolo, questo sito è servito da campo di addestramento per gli alpini, in particolare per l’addestramento in alta quota: sci militare, sopravvivenza, sgombero neve e missioni in condizioni estreme. È stato inoltre teatro di aspri combattimenti durante la Rivoluzione, nel 1940 e nel 1945.

Il sito offre una vista panoramica a 360° sul Colle del Piccolo San Bernardo, sulle montagne circostanti e sul versante italiano del Monte Bianco.

No, l’interno del forte non è aperto al pubblico a causa delle sue condizioni e della sua storia militare. I visitatori possono esplorare solo l’esterno e l’area circostante.