60 anni di storia
Basta una traccia sulla neve, uno sguardo rivolto verso le cime, perché inizi un’avventura.
La Rosière, dagli alpeggi alle vette: 60 anni di storia
La storia di La Rosière rispecchia i suoi paesaggi: luminosa, audace, plasmata dagli elementi e dal cuore dei suoi abitanti. Arroccata a 1850 metri d’altitudine, all’incrocio tra la cultura savoiarda e quella italiana, la stazione che oggi percorrete è nata dalla tenacia di generazioni di montanari. Una storia di tradizione, innovazione… e passione. Pronti a risalire con noi il filo del tempo?
All’origine: cascine aggrappate al pendio.
Prima degli sci, c’erano gli zoccoli. Fino agli anni ’60, Montvalezan vive al ritmo dell’allevamento, dei fieni e delle stagioni. Le case, raggruppate per risparmiare le terre agricole, sono vere e proprie fortezze contro il vento: muri in pietra, tetti in lose, nulla è lasciato al caso. D’estate, le famiglie salgono agli alpeggi degli Eucherts e di La Rosière, approfittando della dolcezza estiva per sfruttare le alture.
Prime curve, primi sogni
È nel 1878, all’Esposizione Universale di Parigi, che l’alpinista Henri Duhamel scopre gli sci norvegesi. L’esercito francese si affretta a farne uno strumento militare, creando una scuola di sci al Forte della Redoute Ruinée. A Montvalezan, l’entusiasmo cresce: nel 1920 nasce l’Union Sportive e si organizzano le prime competizioni di sci nordico. Bisognerà aspettare gli anni ’50 per vedere i pionieri della discesa tracciare le loro linee dagli Eucherts.
L’ascesa di una stazione costruita dai suoi figli.
Nel 1960, un gruppo di giovani sciatori, motivati e lungimiranti, installa lo skilift della Poletta. È l’inizio: La Rosière spicca il volo. Con tre skilift in più, raggiunge il Roc Noir. Nel 1964, un complesso di chalets al Gollet rivoluziona gli standard architettonici alpini: qui non ci sono torri, ma chalets di charme. Nel 1975, gli abitanti prendono in mano il loro destino riacquistando la gestione dalla SERMA, e l’espansione accelera. Negli anni ’80 compaiono le prime seggiovie, e l’orizzonte si allarga ancora.
Quando il confine svanisceQuando il confine svanisce
Nel 1985, la seggiovia di Chardonnet e lo skilift di Bellecombe tracciano una linea simbolica: quella dell’apertura verso l’Italia. La Thuile e La Rosière diventano un tutt’uno, unite dalla passione per lo sci. Nasce l’Espace San Bernardo, un comprensorio binazionale unico, dove ogni curva diventa un invito al viaggio.
Una storia vivente
E domani? L’avventura continua. Nelle curve di un freerider, nelle risate sulle piste, nel tintinnio delle tazze di caffè su una terrazza baciata dal sole, si sente battere il cuore di una stazione che coniuga autenticità e audacia. Benvenuti a La Rosière, dove ogni inverno – e ogni estate – scrive un nuovo capitolo.
Passeggiate nei dintorni del villaggio
Sulle tracce della storia
Prima dello sviluppo del turismo, la vita ruotava attorno all’agricoltura di montagna: allevamento, fienagione e transumanza, in particolare a Les Eucherts. Negli anni ’50, la costruzione della diga di Tignes segnò una svolta fondamentale: trasformò profondamente l’economia locale, offrendo agli abitanti di Montvalezan nuove opportunità di lavoro, spesso meglio retribuite rispetto all’attività agricola.
Negli anni ’70, gli abitanti hanno assunto la gestione della località, favorendo così uno sviluppo locale controllato e un forte attaccamento al proprio territorio. Ancora oggi, gli abitanti di Montvalezan sono profondamente legati alla salvaguardia dell’identità di La Rosière, assicurandosi che la località rimanga autentica, accogliente per le famiglie e fedele al proprio patrimonio montano.
Il suo sviluppo si basa su una combinazione rara: un patrimonio agricolo, lo spirito di iniziativa locale, un’apertura verso il mondo e un impegno costante a preservare l’autentico spirito del paese.