Il circuito dei paesi e delle cappelle

Venite a scoprire i villaggi e le cappelle di La Rosière/Montvalezan

Il comune di Montvalezan si trova nel cuore del massiccio dell’Alta Tarentaise nel dipartimento della Savoia. Si estende per 2.590 ettari a un’altitudine compresa tra 850 e 2.900 m, sul versante sud.  Il comune è composto da 44 frazioni di cui 34 attualmente abitate. Conta 692 abitanti e circa 11.000 posti letto turistici a La Rosière. Per molti anni il villaggio più animato del comune, soprattutto, la domenica, è stato il capoluogo. Infatti ospita una struttura parrocchiale composta da una torre, una canonica e una chiesa. Classificata Monumento Storico, la torre è stata costruita nel 1674. Si tratta di un distaccamento dell’Hospice del Piccolo San Bernardo, frequentato temporaneamente dai canonici. Consacrata nel 1688, nel periodo dell’espansione dell’arte barocca in Alta Tarentaise, la chiesa di San Giovanni Battista è aperta al pubblico tutti i giovedì dalle 16.00 alle 18.00 nei mesi di luglio e agosto.
Le frazioni
Il legno, la pietra e la losa (lastra di scisto grigia e regolare utilizzata per la copertura dei tetti) sono alla base dell’architettura tradizionale savoiarda. In ogni villaggio le case costruite o su una pianura o addossate al pendio sono strette le une alle altre intorno a una piccola cappella rustica. Solide, funzionali e armoniose sono adatte al clima montano. Gli spessi muri di pietra secca sono racchiusi da un robusto rivestimento di legno per sostenere il tetto di lose e l’importante massa di neve. Concepite inizialmente per un uso agricolo, molte case tradizionali sono state ristrutturate e risistemate per fungere oggi da abitazioni per la popolazione stanziale, stagionale e turistica del comune.
Le cappelle
Le 14 cappelle del comune di Montvalezan rappresentano un patrimonio riconosciuto. Queste cappelle sono state costruite dai nostri avi nel XVII secolo, alcune prima, come ringraziamento per una grazia ricevuta o semplicemente per manifestare la fede, parlare della vita, delle sofferenze e delle speranze.
Ciascuna delle 14 cappelle di Montvalezan è dedicata a un santo particolare che talvolta corrisponde al nome di un donatore, di un santo universale o di un santo taumaturgo:
•    Le Champ: Notre-Dame de Fourvière (Nostra Signora di Fourvière)
•    La Rochette: Notre-Dame de la Pitié (Nostra Signora della Pietà)
•    Le Griotteray: Saint-Joseph (San Giuseppe)
•    Le Solliet: Sainte-Barbe (Santa Barbara)
•    Le Villaret: Saint-André (Sant’Andrea)
•    Le Crey: Notre-Dame de Liesse (Nostra Signora di Liesse)
•    Les Moulins: Saint-Martin (San Martino)
•    Le Mousselard: Saint-Barthélémy (San Bartolomeo)
•    Les Laix: Saint-Roch (San Rocco)
•    Le Châtelard: Saint-Alexis et Saint-Michel (Sant’Alessio e San Michele)
•    La Combaz: Saint-Jacques (San Giacomo)
•    Hauteville: Sainte-Anne (Sant’Anna)
•    La Rosière: Sainte Jeanne d’Arc (Santa Giovanna d’Arco).

La cappella del Châtelard: un vero e proprio gioiello

Situata a 1.500 m di altitudine nella frazione del Châtelard (il cui nome deriverebbe da castellarium, una concentrazione di case intorno a un castello), questa cappella appollaiata su un promontorio domina la valle dell’Alta Tarentaise.
La piccola cappella, la cui esistenza si attesta già nel 1633, è stata ricostruita nel 1869, rialzata e decorata nel 1914. In ragione della sua posizione geografica strategica, nel 1944 subì numerosi bombardamenti e venne quindi in seguito restaurata. Come la maggior parte delle chiese costruite su delle alture, è principalmente dedicata a San Michele.
Il suo campanile ospita la più antica campana del comune, fusa nel 1559 e trasferita da Montvalezan al Châtelard per salvarla dalle truppe rivoluzionarie. Dopo essere stata teatro di numerose processioni e benedizioni, messe domenicali e matrimoni, la cappella continua a scandire la vita quotidiana degli abitanti del paese al suono dell’Angelus.
Dal 1993 l’Associazione delle Cappelle restaura tutti questi edifici in collaborazione con l’amministrazione. I lavori vengono realizzati da volontari o da artigiani remunerati grazie alle numerose donazioni completate da sovvenzioni comunali.